Intelligenza 2.0

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“I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. Insieme sono una potenza che supera l’immaginazione” (A. Einstein)

Ecco spiegato il perché di tanta ricerca. Domina è una software house, ma è fatta di persone. Come dare esplosività e concretezza a tutto il potenziale che è racchiuso in azienda? La risposta è l’intelligenza 2.0, ovvero l’unione dell’emisfero destro e sinistro del cervello, la creatività ed il calcolo, l’intuito e la memoria. Le persone e i computer.
Le attività di ricerca sono germinate in seno a delle persone, che con la loro visione hanno fatto nascere idee. Intelligenza umana.
A partire da questo innesco, sono esplose attività di ricerca e sviluppo come quelle accennate nei capitoli successivi. Intelligenza umana unita a intelligenza di calcolo.
Il cerchio si chiude quando si riconoscono nei risultati ottenuti da questi progetti di ricerca gli stessi obiettivi che ci si poneva in fase di ideazione di un progetto: la visione del problema e la sua soluzione, coerentemente legate da un doppio filo di intelligenza umana e artificiale.
E’ possibile riassumere l’intelligenza 2.0 in un concetto universale: il risparmio.
La parola “risparmio” assume un significato diverso a seconda del contesto in cui la si usa. Ma se evitiamo di dare accezioni positive o negative e guardiamo la sostanza del significato, arriveremo a comprenderne il parallelismo con un concetto meno fraintendibile: l’uso ottimale delle risorse.
Il tempo, il denaro, il lavoro, le materie prime, sono tutte risorse costose e non rinnovabili…per questo è cruciale utilizzarle al meglio! L’intelligenza 2.0 mette insieme le idee e i sogni di chi attraverso l’agire imprenditoriale cerca di concretizzare queste visioni, che sono tutte accumunate da questa necessità di base.
Non è solo un discorso di competitività, ma anche di sostenibilità, e di buon senso.
Il risparmio, così inteso, è un doppio sinonimo di intelligenza. Deriva da una visione umana, ma non è un desiderio sterile, perché acquisisce sostanza attraverso l’interazione con una struttura di calcolo veloce ed accurata.
I seguenti link sono testimonianza di questo percorso. In ognuna delle direzioni in cui ci si è mossi abbiamo raggiunto risultati che permettono un risparmio a chi fa parte di questi nuovi mondi.
Poco a poco, ma inesorabilmente, l’intelligenza 2.0 erode gli spazi occupati dai limiti di una mente umana poco propensa all’accuratezza e alla velocità. L’azienda cambia volto, e rimanendo umana acquisisce velocità e accuratezza, a scapito del pressapochismo e a vantaggio di tutti.

“Se aggiungi poco al poco, ma lo farai di frequente,
presto il poco diventerà molto”…
[Esiodo, Le opere e i giorni, VIII sec. A.C.]